martedì 23 giugno 2015

GENDER: DI COSA, ESATTAMENTE, AVETE PAURA?

Sono mesi che scorro notizie sulla presunta ideologia gender, sulle levate di scudi al cosiddetto "gender" nelle scuole. Mesi che assisto a distanza, ma neanche troppa, a una sorta di nuova crociata contro un demone che per me non esiste.

Il mio blog si chiama Vita da streghe perché al grido di "streghe" si sono combattute alcune fra le peggiori battaglie discriminatorie nei confronti di moltitudini di persone. A quanto pare, fra le "streghe" di oggi sembra siano da annoverare anche le cosiddette "lobby lgbt" e i cosiddetti promotori della presunta "ideologia gender".
Finora sono intervenuta poco preferendo dare la parola alla narrativa, quella del mio libro ad esempio, perché a volte, più delle dissertazioni, dicono le storie e le emozioni delle persone.

Ma non posso fare a meno di pormi una domanda: di cosa, esattamente, avete paura?
Che i vostri figli siano liberi di essere se stessi/e e di seguire le proprie attitudini o le proprie passioni indipendentemente da ciò che si presume essere "corretto" per il loro genere?
Che le vostre bambine possano aspirare a qualcosa di più che l'attesa di un principe azzurro e contribuire, un giorno, a cambiare il mondo da protagoniste non restando dietro le quinte?
Che i vostri bambini imparino la dimensione della cura e della tenerezza?
Che male vi procura un bambino a cui piace il rosa o una bambina con la passione per i dinosauri?
Dove sta la pericolosità sovversiva nell'imparare il rispetto per tutti/e e per i molteplici modi di essere di tutti/e?

E adesso parliamo di famiglia.
Famiglia dovrebbe essere un luogo d'amore e di rispetto.
Mi domando con quale diritto sia possibile stabilire che una famiglia dia più amore, e migliore, ai propri figli rispetto a un'altra sulla base dell'orientamento sessuale o del sesso dei genitori.
Con quale diritto è giusto giudicare la capacità educativa di una persona (e, in generale, giudicare una persona) solo sulla base di questi criteri?

Sapete qual è invece una battaglia di cui davvero dovremmo farci carico oggi?
Quella contro la diseguaglianza.
Viviamo in un mondo dove una grande quantità di ricchezza è detenuta da una piccola porzione di umanità, dove ancora conta in quale parte del pianeta vieni al mondo.
Viviamo in un mondo dove le persone vengono tuttora discriminate per sesso, orientamento sessuale, etnia, provenienza, aspetto fisico, disabilità, religione, pensiero e, in generale, qualsiasi forma di diversità sia da alcuni considerata inferiore o generi fastidio.

Abbiamo bisogno di lottare per un mondo più inclusivo, e io credo che la battaglia per l'inclusione cominci a partire da noi stessi/e. Ma io posso accettare chi è diverso/a da me se prima accetto la diversità che è dentro di me, quella che mi rende l'essere unico/a e irripetibile che mi distingue da tutti gli altri. E posso accogliere la mia diversità se prima accetto che non esista un modo univoco di essere. Ma tanti. Se rispettosi, tutti con pari dignità di esistere.

Immagino che educare al rispetto delle diversità o educare all'affettività o alla sessualità dovrebbe aiutare proprio in questo senso. Immagino che dovrebbe contrastare l'ignoranza su argomenti considerati ancora tabù, educando al rispetto degli altri e prevenendo la discriminazione (e di conseguenza la violenza) nei confronti di chi è considerato "diverso/a".

Perciò, ripeto, di che cosa avete paura?
Nulla di tutto questo può togliere diritti o intaccare la nostra serenità.
Al massimo può darne a chi, in questo momento, non ne ha.

4 commenti:

  1. Grande Giorgia!! Ho messo il tuo post in rilievo nella mia pagina e ora lo metto anche su Twitter!

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  2. che vuol dre discriminazione sull'aspetto fisico? se l'aspetto fisico di una persona non mi attrae ma non la insulto nè la umilio la sto discriminando?

    (su tutto il resto concordo)

    Vlad

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  3. ma ove sono tutte queste persone che impediscono alle bambine di di giocare con i dinosauri, che impediscono loro di diventare scienziate o studiare ingegneria, che impediscono ai bambini di imparare la cura e al tenerezza?
    bisogna anche vedere che cosa significa rispettare la diversità: se sono contraria all'utero in affitto e a fare figli in questo modo, perchè invece mi si vuole imporre di cambiare il io pensiero adottando quello che si ritiene sia più giusto?Se non voglio insegnare a una bambina che giocare alla principessa è umiliante e brutto perchè vuol dire che deve essere riconvertita rispetto alle bambine che giocano a calcio, non rispetto?
    a me sembra che i primia discriminare chi la pensa in maniera diversa sono proprio coloro che difendono la cosidetta "teoria del gender"...

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